In realtà non avevo voglia di scrivere questo saggio, ma non perché pensassi che non fosse interessante o perché reputassi tale la saggistica.
Ebbene, la verità è che a me proprio non va giù il fatto che esistano saggi che parlino di saggistica. No, non fraintendermi, non ho nulla contro i saggi sulla saggistica. Ce l’ho con i saggi che incitano la gente a scriverli.
Ok, non ho voglia di controllare se qualcuno abbia scritto saggi sulla saggistica, né tantomeno se abbia scritto saggi che parlano del fatto che le persone dovrebbero scriverli o, insomma, quella roba lì.
Ti prego di seguire il mio stupido ragionamento. Se io non avessi scritto questo saggio, malgrado non avessi affatto voglia di farlo, nessuno avrebbe potuto sapere che io sono contro la pubblicità fatta ai saggi sulla saggistica, in particolare quella fatta dai saggi stessi.
Anche se non gliene importa nulla a nessuno.
Ma proseguiamo, poiché prima di concludere questo saggio in maniera così tristemente scema e contorta, vorrei sottoporti a giusto qualche altro ragionamento.
Guarda quest’immagine:

Riesci a riconoscere di chi si tratta?
Se sì, complimenti.
Se no, non ti preoccupare, probabilmente nemmeno io ci sarei riuscito se non fossi stato io stesso a inserirla.
Comunque sia, l’uomo raffigurato qui sopra è Nicolò Machiavelli.
Già, lo scrittore di uno dei saggi più celebri della letteratura italiana: “Il principe”.
Nientepopodimeno che l’unico libro italiano tra i 20 libri migliori di sempre secondo la classifica stilata dal Guardian.
La famosa quanto “odiata” opera presente in tutti i programmi scolastici italiani e che parla di politica (forse). Tuttavia, da brava persona colta, non conosco e non ho voglia di approfondire i temi trattati al suo interno. Piuttosto, mi concentrerei sulla sua fama. La suddetta menzione all’interno della classifica dei 20 libri più importanti di sempre lascia sconcertati.
Come può un saggio aver riscosso così tanto successo?
Beh, potresti senza ombra di dubbio dire che non è un saggio che esorta gli scrittori a fare saggi sulla saggistica o, ancora meglio, che non c’entra nulla il fatto che è un saggio e che tutta questa storia che ho costruito intorno alla saggistica è ridicola, mal presentata e del tutto priva di interesse.
E avresti sicuramente ragione.
Se però hai voglia di finire di considerare con me questi fatti e di darmi ancora un’altra speranza, leggi di seguito.
Prime parole de “Il principe”
Tutti li stati, tutti e’ dominii che hanno avuto et hanno imperio sopra li uomini, sono stati e sono o repubbliche o principati.
Il segreto del suo successo è tutto in queste prime frasi.
Come mai?
Ecco, questo non te lo so dire.
Anzi, facciamo così: dato che mi sono rotto di scrivere questo saggio e ho trovato il modo di passare un po’ di tempo che non avevo nulla da fare chiudamola qui.
Ma prima, visto che mi hai permesso di continuare fino a questo punto, concedimi solo un momento per provare a concludere questo stupido saggio in un modo per quanto possibile coerente e dignitoso.
Mi rivolgo a coloro che scrivono o hanno scritto dei saggi, a coloro che hanno scritto saggi sui saggi, e a quelli che hanno scritto saggi a favore dei saggi sui saggi: il saggio è la forma scritta più adatta a divulgare interessanti teorie, analisi personali di qualcosa, approfondimenti di vari temi; perciò non smettete di farlo, perché ognuna di queste opere può rivelare al lettore e al mondo qualcosa di nuovo, curioso, necessario e appassionante.
Ma non è questo il caso.